Sostenibilità in tempi di regole più leggere: Trans Italia ai Sustainability Award a Palazzo Mezzanotte
Sostenibilità in tempi di regole più leggere: Trans Italia ai Sustainability Award a Palazzo Mezzanotte
Mentre in Europa gli obblighi di rendicontazione si fanno più leggeri, a Milano si è parlato di sostenibilità come di un fattore che incide sui conti. È successo giovedì 15 ottobre a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, alla sesta edizione del Sustainability Award, dove Trans Italia è entrata nella Top 100 Excellence e nella Top 100 Finance.
Trans Italia e le oltre 300 imprese della sesta edizione
Il premio, giunto alla sesta edizione, è stato ideato da Kon Group e si regge sul sostegno di Banca Patrimoni Sella e di Elite, del gruppo Euronext; Forbes Italia accompagna l’iniziativa come media partner. Quest’anno ha richiamato oltre trecento aziende. Agli organizzatori sta a cuore soprattutto un dato: quasi la metà delle imprese in gara è una presenza abituale, iscritta da almeno due edizioni. Per molte aziende, dunque, il rating è diventato un controllo periodico, da ripetere e confrontare nel tempo.
Sostenibilità anche quando le regole si allentano: le imprese che illuminano il futuro
Il quadro esterno è poco incoraggiante: guerre, dazi, catene di approvvigionamento da ripensare e, sul fronte normativo, il pacchetto Omnibus. Dal palco, però, è arrivato un messaggio in controtendenza. Secondo Kon Group, le imprese che hanno investito di più in sostenibilità sono anche quelle che hanno assorbito meglio i contraccolpi economici, e il rating mostra un legame con la redditività.
Il presidente Francesco Ferragina ha sostenuto che questo impegno vada riconosciuto, mentre l’amministratore delegato Fabrizio Bencini lo ha descritto come un vantaggio competitivo ormai in grado di tagliare fuori chi lo trascura.
Come Trans Italia è entrata in classifica: un rating, non una giuria
Il Sustainability Award non prevede commissioni. Le aziende rispondono a un questionario e il punteggio ESG viene calcolato con formule che nemmeno chi organizza il premio può ritoccare. Alla messa a punto del metodo hanno lavorato Altis Advisory, spin-off dell’Università Cattolica, il Politecnico di Milano e RepRisk. In cinque edizioni sono stati prodotti oltre 800 rating, e a pesare sono i risultati, non il nome o la dimensione dell’impresa.
Con questo percorso Trans Italia ha raggiunto sia la Top 100 Excellence sia la Top 100 Finance, quest’ultima riservata a chi integra i criteri ESG nelle proprie scelte finanziarie.
Le novità del 2026: filiera, sicurezza e intelligenza artificiale
Quest’anno le categorie sono sei. Due sono nuove e nate con Open-es e il Politecnico: una premia la gestione della filiera, l’altra la sicurezza sul lavoro. Cambia anche il lato tecnologico, con una piattaforma sviluppata insieme a Gig – Generation Impact Global che sfrutta l’intelligenza artificiale per archiviare le risposte ai questionari e riutilizzarle nella compilazione di altri, riducendo tempi e costi. Il report finale, inoltre, guarda anche agli aspetti finanziari e strategici e al valore dell’impresa.
Tra i premiati, per la filiera l’ha spuntata Molino Peila, azienda agroalimentare che chiede ai subfornitori gli stessi requisiti ESG. Smape, attiva nell’energia e nei servizi ambientali, ha primeggiato sulla sicurezza grazie alla certificazione Iso 45001 e a un anno senza infortuni. Il riconoscimento di punta, il Leader ESGFI, è andato a Italcer Società Benefit, nella ceramica, che ha ottenuto il punteggio complessivo più alto e ha messo a punto un impianto pilota brevettato per catturare la CO₂ dei fumi di lavorazione.
Filiera e trasporto: cosa cambia per Trans Italia?
La nascita di una categoria sulla filiera non sorprende chi lavora nella logistica. Ogni catena di fornitura passa per chi sposta le merci, e i committenti chiedono sempre più spesso a chi trasporta di documentare il proprio profilo ambientale e sociale. Per un operatore come Trans Italia, abituato a integrare strada, mare e ferrovia nei green corridor multimodali, un rating con regole uguali per tutti diventa un linguaggio comune con clienti, banche e partner.
Una serata che guarda oltre le classifiche
Nel programma hanno trovato posto anche due realtà del sociale. Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi hanno presentato C’è Da Fare Ets, impegnata sul disagio psicologico dei giovani e sul ritiro sociale, con un sostegno alle famiglie. Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace, ha portato il libro «Imprese di Pace», dedicato a un primo gruppo di aziende individuate dal premio, per ricordare che un’impresa può essere anche un luogo di costruzione della pace.
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La mascotte di Trans Italia porta la logistica, la sicurezza e la sostenibilità a scuola
La mascotte di Trans Italia porta la logistica, la sicurezza e la sostenibilità a scuola
Una formica, una strada troppo trafficata da attraversare e una scorta di provviste da mettere al sicuro prima dell’inverno. Comincia così Tritti a scuola, il progetto educativo con cui Trans Italia è entrata nelle aule dei più piccoli. Le prime due sedute si sono svolte alla scuola Crescere Insieme, con 55 bambini di 5-6 anni, e hanno affidato a una storia illustrata un compito ambizioso: spiegare come viaggiano le merci e come ci si muove in sicurezza.

Perché Trans Italia ha portato la logistica a scuola

Alla base c’è la convinzione che l’educazione alla sicurezza e alla sostenibilità cominci da piccoli, e che le imprese possano contribuire alla crescita culturale delle nuove generazioni condividendo ciò che sanno fare. La logistica ha fama di mondo complicato, eppure si lascia raccontare con esempi semplici e un protagonista a misura di bambino.
Tritti a scuola è offerto gratuitamente da Trans Italia, con percorsi differenziati in base all’età degli studenti. Un progetto che mette a disposizione conoscenze utili a tutta la collettività e contribuisce alla formazione dei cittadini del futuro
Tritti e i suoi amici: cinque personaggi, cinque idee
Tritti è una piccola formica che deve raccogliere le provviste per l’inverno, ma incontra una strada trafficata che non riesce ad attraversare. Da questo ostacolo nasce un’avventura che la porta a incontrare il Sole, la Nuvola e il Lupo, fino a scoprire che anche i bambini possono aiutare a immaginare soluzioni migliori.
Ogni personaggio porta con sé un’idea. Tritti rappresenta la curiosità e la determinazione di chi cerca una soluzione. Il Sole ricorda che l’energia solare e le altre fonti alternative esistono e si possono usare. La Nuvola insegna che unire le forze rende più facile arrivare dove da soli non si arriva. Il Lupo invita a superare i pregiudizi e a fidarsi della creatività dei bambini, che nella storia diventano a loro volta protagonisti. Il resto della trama resta da scoprire nel libro. 
Sicurezza, ambiente e trasporto: i temi che Trans Italia affida a Tritti
Attraverso le peripezie della formica, i bambini incontrano tre argomenti. Il primo è la sicurezza stradale: il semaforo, le strisce pedonali, l’attenzione da prestare prima di attraversare e la cintura da allacciare anche nei tragitti più brevi. Il secondo è l’ambiente, con uno sguardo all’inquinamento, all’energia del sole e alla scelta di mezzi che pesino meno sul territorio. Il terzo è il trasporto multimodale, cioè il modo in cui lo stesso semirimorchio può viaggiare su strada, su nave e su treno.
Trans Italia, che lavora ogni giorno con il trasporto multimodale, ha la sicurezza tra le proprie priorità e usa soluzioni energetiche alternative dove le condizioni lo permettono. Nelle scuole arriva dunque un modello che l’azienda applica nella propria attività quotidiana, tradotto nel linguaggio dei più piccoli.
Un camion ne porta uno, la nave ne porta tanti
La parte più originale del percorso è la spiegazione della multimodalità. Nella storia un camion trasporta il semirimorchio nel primo tratto di strada e lo lascia proseguire sulla nave e sul treno. Un altro camion lo accompagna poi fino alla destinazione finale. Il confronto è immediato: un camion trasporta un semirimorchio, una nave o un treno possono portarne molti insieme. Lo dicono i versi della storia:
«Un camion ne porta uno, la nave ne porta tanti, anche sul treno viaggiano tutti quanti! Meno camion per lunghi tratti sulla strada, così la natura è più rispettata!»
Per gli adulti che accompagnano i bambini vale una precisazione. La multimodalità può contribuire a ridurre i lunghi percorsi stradali e le emissioni associate, in misura diversa a seconda delle caratteristiche del trasporto. Il progetto la presenta come una soluzione che aiuta, senza promettere impatto zero.
Racconto, colori e laboratorio: Tritti in classe con Trans Italia
Il percorso è pensato per essere vissuto più che ascoltato. La storia prende vita come racconto animato, con personaggi e sagome di cartoncino: il semaforo, i mezzi di trasporto e i protagonisti accompagnano la narrazione e invitano i bambini a partecipare. Segue un album da colorare, per riconoscere i mezzi e i comportamenti corretti sulla strada.
Il momento più creativo è il laboratorio, in cui i piccoli esploratori disegnano un mezzo di trasporto del futuro, ragionando su come renderlo più sicuro e più rispettoso dell’ambiente. Il cammino si chiude con un attestato di Esploratore del trasporto verde, riconoscimento simbolico della partecipazione.
L’ambizione è raggiungere altre scuole e salire di età, fino alle superiori, adattando le attività. Ogni grande viaggio comincia da una piccola idea, e quella di Trans Italia è invitare i bambini a guardare il mondo con curiosità, a muoversi in sicurezza e a immaginare un futuro in cui innovazione, collaborazione e rispetto per l’ambiente viaggino insieme.
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Sustainability Award 2026: Trans Italia rafforza il proprio posizionamento ESG
Un nuovo riconoscimento nelle categorie Top 100 Excellence e Top 100 Finance, a conferma di un percorso fondato su risultati misurabili e strategie di crescita sostenibile: questo giovedì 15 ottobre, a Milano, Trans Italia è stata protagonista ai Sustainability Award, il riconoscimento per le imprese italiane con i migliori risultati ESG e giunto alla sua sesta edizione è promosso da Kon Group, Elite, Open-es e Banca Patrimoni Sella & C. con il supporto di Altis Advisory e del Politecnico di Milano.
Un premio che si vince con i punteggi: numeri prima delle opinioni
Il meccanismo, rispetto ad altre premiazioni, è poco comune. Il riconoscimento si fonda su un sistema strutturato di valutazione ESG, basato su indicatori e criteri metodologici definiti, che consente di analizzare e confrontare le performance delle imprese partecipanti. Le aziende compilano un questionario e ottengono un rating ESG calcolato con un metodo scientifico, messo a punto con il supporto tecnico di Kon Group, ALTIS, il Politecnico di Milano e RepRisk. Entra in classifica chi totalizza i punteggi più alti, e la lista delle cento eccellenze sostenibili italiane viene pubblicata da Forbes.
Trans Italia è entrata così, numeri alla mano, sia nella Top 100 Excellence (che valorizza le performance ESG delle imprese) che nella Top 100 Finance (che riconosce l'integrazione dei criteri ESG nelle strategie finanziarie).
Gli organizzatori sottolineano che il percorso non finisce con la serata di premiazione. Per questa edizione hanno rafforzato l’utilità del rating nel rapporto con banche e fondi di investimento, un terreno su cui la sostenibilità delle imprese pesa sempre di più.
La mission dei Sustainability Award
Citando direttamente il sito ufficiale della manifestazione, Il premio Sustainability Award è un importante riconoscimento riservato a quelle aziende italiane che si sono contraddistinte nell’affrontare le sfide dell’emergenza climatica, trasformandola in un’occasione per esprimere innovazione ed attivare le energie migliori nel Paese.
La sostenibilità è un tema di enorme importanza, alla quale le imprese italiane stanno rispondendo con investimenti concreti legati alla green economy ed al concetto di economia circolare, supportati dalle istituzioni, dal mondo economico e dei progressi della tecnologia. Oltre 300.000 aziende dell’industria italiana e dei servizi hanno investito in sostenibilità ed efficienza – rivolgendo particolare attenzione al settore dell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili – segnando un vero record di eco-investimenti.
Sostenere e valorizzare l’impegno di queste eccellenze è la mission che Kon Group e ELITE si prefiggono con l’assegnazione di questo premio alla sostenibilità.
Trans Italia spicca, dati alla mano
Per Trans Italia un premio di questo tipo parla una lingua familiare. L’azienda lavora da tempo sulla rendicontazione, a partire dall’adozione volontaria e anticipata degli standard ESRS nel Bilancio di Sostenibilità Consolidato. È un percorso che racconta una direzione più che un singolo traguardo. Ad aprile il Premio Impresa Ambiente vinto alla Fenice di Venezia aveva riconosciuto il progetto «Guidare il cambiamento» e il modello dei green corridor multimodali; a settembre, a Roma, è arrivato il Blue Ambassador Award. Il Sustainability Award si aggiunge con un’impostazione diversa: il risultato nasce da un calcolo, senza valutazioni di merito.
Perché a un operatore logistico serve un rating?
Chi trasporta merci non solo in Italia ma in tutta Europa e al di fuori del Continente, lavora ogni giorno con committenti che chiedono informazioni ambientali e sociali sempre più dettagliate, nei capitolati, nelle gare, nelle verifiche sui fornitori. Un punteggio ottenuto con regole identiche per tutti semplifica quel dialogo, perché permette di rispondere con un dato confrontabile invece che con una descrizione. Lo stesso vale per il rapporto con le banche, che guardano al profilo ESG delle imprese quando valutano un finanziamento. In questo senso, si tratta di dati che più di tutti creano fiducia fin dal primo contatto.
Trans Italia e il rapporto con i territori in cui lavora
Dietro un rating ci sono sedi, persone e comunità. L’azienda nata a Mercato San Severino opera ormai in tutta Italia ed Europa (ed oltre), e ha costruito negli anni una rete di collegamenti in tutto il Continente. Ogni territorio entra nei numeri, dalle assunzioni alla formazione fino ai rapporti con le comunità locali, e per questo il risultato di giovedì appartiene a molte più persone di quante abbiano ritirato il premio.
« Questo riconoscimento assume per noi un valore particolare perché conferma, attraverso una valutazione strutturata e misurabile, la solidità del percorso di sostenibilità intrapreso da Trans Italia - spiega la dirigenza -. È il risultato di una visione che negli anni abbiamo tradotto in scelte concrete: investimenti nella multimodalità, innovazione, attenzione alle persone e integrazione dei criteri ESG nelle strategie aziendali. Essere riconosciuti in due categorie, migliorando il risultato dell’edizione precedente, rappresenta uno stimolo a proseguire con ancora maggiore determinazione. La sostenibilità, per Trans Italia, non è un traguardo da celebrare, ma un impegno che orienta le nostre decisioni e accompagna la crescita dell’azienda. Un percorso reso possibile dal contributo quotidiano di tutte le nostre persone, alle quali va il nostro ringraziamento. »
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Trans Italia a sostegno del Comitato Est Veronese della CRI per l'acquisto di una nuova ambulanza
Trans Italia ha scelto di contribuire al progetto della Croce Rossa Italiana – Comitato Est Veronese, destinato all’acquisto di un nuovo mezzo attrezzato per il servizio di soccorso ed emergenza sul territorio. Non è un gesto isolato, né nasce da un calcolo di visibilità. Nasce da un’area del veronese dove Trans Italia opera da tempo, e dove il comitato CRI chiede oggi un sostegno concreto per rinnovare la propria flotta operativa.
Un comitato che non si ferma mai
La Croce Rossa Italiana di Est Veronese ha raggiunto nel 2025 i 35 anni di presenza attiva sul territorio. Un arco di tempo lungo, in cui non c’è stato momento in cui, a fronte di una richiesta d’aiuto, non si sia trovata una risposta con professionalità e spirito di servizio.
Le attività sono numerose e quotidiane: soccorso in emergenza, trasporto sanitario, iniziative di prevenzione come le misurazioni della pressione, e supporto sociale attraverso l’emporio a sostegno delle famiglie in difficoltà, le raccolte alimentari, la distribuzione di libri e giocattoli per i bambini. Il Comitato gestisce il servizio di soccorso e trasporto in urgenza nelle postazioni operative di San Bonifacio e San Giovanni Ilarione, con una media di 30.000 ore di volontariato all’anno: circa 190 operatori che si alternano settimanalmente per coprire oltre 560 ore di servizio.
Numeri che, messi uno accanto all’altro, raccontano una presenza costante sul territorio, strutturata giorno dopo giorno da chi ha scelto di dedicarci il proprio tempo. Dietro ogni turno e servizio ci sono persone che fanno questo lavoro a titolo volontario, spesso dopo una giornata di lavoro ordinario, perché hanno scelto di farsene carico.
Un’ambulanza nuova per le sfide del futuro
Il progetto sostenuto da Trans Italia riguarda l’acquisto di un’ambulanza allestita per l’ambito emergenziale locale. Avere un mezzo di soccorso datato o non adeguato incide direttamente sui tempi di intervento e sulla qualità dell’assistenza che può essere garantita a chi ne ha bisogno. Rinnovare la flotta significa, in pratica, continuare a rispondere con efficacia a un territorio che negli ultimi 35 anni ha solo accresciuto le proprie richieste. Come sottolinea lo stesso Comitato, l’obiettivo del progetto va oltre l’emergenza immediata: anticipare i fabbisogni che il territorio potrà avere nei prossimi anni, in un’ottica di programmazione piuttosto che di sola risposta.
Trans Italia e il legame con i territori
Operare in un territorio comporta, per un’azienda, qualcosa in più della presenza fisica. Significa condividerne le necessità, riconoscere le realtà che se ne prendono cura ogni giorno, e scegliere — quando possibile — di sostenerle concretamente. È la stessa logica che ha guidato il sostegno già avviato a Lacasavolante, altra realtà del veronese attiva nel sociale, e che oggi si estende alla Croce Rossa di Est Veronese.
"Quando un comitato come questo chiede un sostegno, la risposta più naturale è rispondere presente -, ha dichiarato la dirigenza -. Parliamo di persone che da 35 anni coprono ogni giorno centinaia di ore di servizio per il territorio in cui operiamo anche noi. È un’ambulanza che servirà a chi ne avrà bisogno, e questo basta a renderlo un contributo che aveva senso dare. Il nostro lavoro ci porta ogni giorno ad attraversare decine di territori diversi ma ci sono luoghi in cui la presenza è più radicata, più storica. In quei luoghi sentiamo una responsabilità diversa, che va oltre l’attività operativa. Sostenere chi se ne prende cura ogni giorno, come fa la Croce Rossa, rientra in questo tipo di responsabilità.
Essere presenti su un territorio significa anche prendersene cura. Ed è un criterio concreto con cui scegliere, di volta in volta, dove e come mettere a disposizione le proprie risorse.
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Il successo di Bike to Work in Trans Italia: la sostenibilità è un modo di vivere
Il successo di Bike to Work in Trans Italia: la sostenibilità è un modo di vivere
Durante Bike to Work — l'iniziativa che premia chi sceglie le due ruote per gli spostamenti casa-lavoro — più di uno in Trans Italia ha risposto all'invito, lasciando l'auto in garage. Non è una notizia che cambia i numeri di un bilancio. Ma dice qualcosa su come funziona davvero un'azienda: i valori che dichiara si vedono nelle scelte che le persone fanno senza che nessuno gliele imponga.
Una strategia che incontra le persone
Da anni Trans Italia lavora per rendere il proprio modello di trasporto più sostenibile: integra strada, mare e ferrovia, sviluppa soluzioni intermodali, adotta carburanti alternativi, investe in innovazione ed efficienza. È un lavoro che si vede nei numeri, nei green corridor, nelle certificazioni e nei premi.
Ma la sostenibilità raramente resta chiusa dentro i confini di un piano industriale. Trapela, prima o poi, nelle abitudini quotidiane. Nella scelta di come arrivare al lavoro. Nell'attenzione con cui si usano le risorse. In comportamenti che sembrano piccoli, presi uno per uno, ma che sommati diventano una direzione condivisa. Ed è in quel passaggio — dalla strategia scritta nei documenti a un'abitudine reale — che qualcosa diventa cultura, non più solo policy.
Il tema non riguarda solo l'ambiente. Percorrere quotidianamente anche solo pochi chilometri in bicicletta incide su parametri concreti: pressione, capacità cardiorespiratoria, gestione dello stress. Diversi studi hanno collegato la mobilità attiva — camminare o pedalare negli spostamenti abituali — a una riduzione del rischio cardiovascolare e a un miglioramento generale della qualità del sonno e dell'umore. Numeri che raccontano quanto la sostenibilità, quando entra nelle abitudini delle persone, spesso restituisce tantissimi benefici anche a chi la pratica.
La mobilità sostenibile, oggi
Il tema della mobilità sostenibile ha smesso da tempo di essere una nicchia per pochi convinti. Le città italiane investono sempre più in piste ciclabili e bike sharing, molte aziende introducono incentivi per chi rinuncia all'auto, e iniziative come Bike to Work — nate proprio per premiare chi sceglie la bicicletta negli spostamenti casa-lavoro — si moltiplicano di anno in anno, coinvolgendo aziende, enti pubblici e singoli cittadini.
Per un settore come quello della logistica, dove il tema delle emissioni è al centro di ogni discorso strategico, questo cambiamento culturale ha un peso particolare. Chi lavora ogni giorno per ridurre l'impronta ambientale del trasporto merci su scala continentale non può che guardare con interesse a un movimento che fa la stessa cosa su scala individuale — pochi chilometri, una bicicletta, una scelta ripetuta ogni mattina.
Trans Italia: una rete fatta di persone
Trans Italia conta oggi 34 Business Units, distribuite tra sedi, mezzi e infrastrutture che coprono gran parte del territorio nazionale e diverse rotte internazionali. Ma una rete non si misura solo in numeri operativi. Dietro ogni Business Unit ci sono persone diverse, con ruoli diversi, che si muovono — letteralmente e figurativamente — nella stessa direzione.
Una bicicletta usata per andare al lavoro può sembrare un dettaglio marginale in un'azienda che gestisce corridoi logistici internazionali. Ma è proprio nei dettagli che si vede se un'organizzazione crede davvero in ciò che dichiara, o se lo dichiara soltanto.
«Quello che ci ha colpito di questa storia è la naturalezza con cui è arrivata», ha commentato la dirigenza. «Nessuno ha chiesto a questa persona di partecipare a Bike to Work. L'ha fatto perché ci credeva. Ed è esattamente questo il tipo di coerenza tra valori aziendali e scelte personali che ci auguriamo di vedere sempre più spesso».
Connettere strade, porti e ferrovie è il lavoro di ogni giorno. Ma la connessione più importante resta quella tra le persone e i valori che scelgono di condividere — dentro e fuori dall'orario di lavoro.
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Trans Italia è blue ambassador: il riconoscimento alla Rome Future Week
Trans Italia è blue ambassador: il riconoscimento alla Rome Future Week
Quest'oggi a Roma, nel Palazzo dell'Informazione Adnkronos di Piazza Mastai, Trans Italia è salita sul palco per ricevere il Blue Ambassador Award 2026, il riconoscimento nazionale per l'innovazione e la sostenibilità promosso da ITSSIxellence e MAR, in collaborazione con ALIS, nell'ambito della Rome Future Week.
L'orizzonte blu: cos'è la blue economy e il valore del riconoscimento per Trans Italia

La giornata di oggi, mercoledì 23 settembre, è stata pensata per andare oltre la semplice cerimonia: è stato un momento dedicato al valore del fare rete, partendo da un panel su chi guida il cambiamento nel mondo dell'impresa e una keynote conclusiva prima della premiazione vera e propria. Il claim scelto per questa edizione — "Le idee blu che cambiano il mondo" — racconta bene lo spirito dell'iniziativa: un momento costruito per far incontrare persone, imprese e visioni, più che una vetrina. In questo contesto Trans Italia ha ricevuto il Blue Ambassador Award, un prestigioso riconoscimento nazionale dedicato ai manager, alle aziende, ai ricercatori e ai giovani che si distinguono per l’adozione di pratiche innovative, sostenibili ed etiche.
Non è solo un Premio, ma una piattaforma per valorizzare l’eccellenza, promuovere le best practice e ispirare l’intero settore a navigare verso un orizzonte più ‘blu’: un futuro dove la crescita economica e la tutela ambientale procedono in perfetta sintonia, attraverso l’impegno della rete dei Blu Ambassador.
La Blue Economy viene intesa non solo per chi vive direttamente di mare, ma come un modello di sviluppo esteso a vari settori (energia, logistica, turismo e formazione). Un elemento distintivo del premio è il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni, che partecipano anche alla valutazione dei progetti attraverso una giuria di studenti.
Trans Italia e una Blue Economy che parla anche di logistica
Tra vela, energia rinnovabile e infrastrutture portuali, la Blue Economy tocca settori che a prima vista sembrano lontani dal trasporto merci su strada, mare e ferrovia. Guardando più da vicino, però, la connessione è più stretta di quanto sembri: i corridoi logistici che uniscono i porti italiani alla Spagna e al Portogallo attraversano proprio quello spazio — acqua, infrastrutture, mobilità — che il premio intende valorizzare. Il modello dei green corridor multimodali di Trans Italia, con la combinazione di strada, ferrovia e Short Sea Shipping, si inserisce in questa lettura ampia dell'economia blu.
L'evento gode del patrocinio morale del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Regione Lazio, un dettaglio che conferma il peso istituzionale crescente di questo appuntamento nel panorama nazionale della sostenibilità.
Il riconoscimento romano arriva in un anno particolarmente denso per l'azienda sul fronte dei premi e delle certificazioni, dal Premio Impresa Ambiente vinto

alla Fenice di Venezia al Rating TCR, fino al Premio Corredores ricevuto a Barcellona.
Le dichiarazioni della dirigenza: blue economy e logistica intermodale parlano la stessa lingua
"Ricevere il Blue Ambassador Award a Roma, in un contesto come la Rome Future Week, ci ha fatto capire quanto il lavoro sui corridoi sostenibili venga letto
e apprezzato anche fuori dal nostro settore stretto - ha dichiarato la dirigenza -. La Blue Economy e la logistica intermodale parlano la stessa lingua: quella di un modello che integra crescita e responsabilità ambientale senza scendere a compromessi, e che g
uarda al futuro nel rispetto e nella valorizzazioni dei nostri giovani. È stata una giornata straordinaria e davvero arricchente - conclude la nota del management -, sono state ore piene di confronto, e networking reale. È il tipo di comunità di cui vogliamo continuare a far parte: il futuro lo si costruisce insieme".
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Trans Italia alla maratona di New York per sostenere CliniClowns
Trans Italia alla maratona di New York per sostenere CliniClowns
Trans Italia corre (in sicurezza). L'impresa ha scelto di affiancare CliniClowns nel percorso che porterà l'organizzazione alla maratona di New York, sostenendone la missione e trasformando ogni chilometro percorso in un gesto concreto di vicinanza a chi, ogni giorno, porta sorrisi nei reparti pediatrici degli ospedali.
Una maratona è fatta di chilometri, fatica, mesi di allenamento. Un lunghissimo lavoro di sacrifici, costanza e volontà, che porta a una delle sfide più impegnative per il corpo umano. Ma la maratona è anche, semplicemente, continuare a camminare: mettere un piede davanti all'altro quando sarebbe più facile fermarsi. Chi corre lo sa bene, e anche chi è impegnato con una battaglia ancora più importante.
Le ragioni del sostegno a CliniClowns
CliniClowns porta la clown terapia nei luoghi in cui i bambini affrontano la malattia: ospedali, hospice, strutture di cura. Sono clown professionisti, formati per questo lavoro delicato, che varcano le porte dei reparti pediatrici con l'obiettivo — tutt'altro che semplice — di restituire ai bambini ricoverati e alle loro famiglie un momento di leggerezza in mezzo a giornate spesso segnate da ansia e paura. La maratona di New York rappresenta per loro un'occasione preziosa, tra raccolta fondi e una (meritata) visibilità su scala internazionale. Ogni corridore che taglia il traguardo sulla Fifth Avenue con il loro nome addosso porta con sé quella missione fino in fondo, letteralmente.
Un palcoscenico d'eccezione, per un messaggio d'amore
La maratona di New York è, dal 1970, uno degli appuntamenti sportivi più seguiti al mondo. Attraversa i cinque distretti della città — Staten Island, Brooklyn, Queens, Bronx e Manhattan — lungo un percorso di 42,195 chilometri che si snoda tra ponti, quartieri e una folla di spettatori che, secondo le stime, supera il milione di persone lungo il tracciato. Ogni novembre, oltre 50.000 corridori partono da Staten Island per tagliare il traguardo a Central Park, in una delle poche competizioni al mondo capaci di mettere sulla stessa linea di partenza atleti professionisti e persone comuni.
È anche, da sempre, un evento fortemente legato al mondo della beneficenza. Centinaia di organizzazioni no-profit partecipano ogni anno attraverso i propri pettorali charity, trasformando la corsa in una piattaforma di raccolta fondi che moltiplica l'impatto della manifestazione ben oltre lo sport. In questo contesto si inserisce la partecipazione di CliniClowns e il supporto di Trans Italia, che porterà la propria mission in mondovisione e, fisicamente, lungo tutti e cinque i distretti della grande mela.
Trans Italia: accompagnare è parte del mestiere
Il lavoro quotidiano di Trans Italia consiste nel trasportare merci, creare connessioni, battere percorsi che attraversano l'Europa via strada, mare e ferrovia. È avvicinare, ridurre le distanze e accompagnare (imprese e consumatori) lungo il cammino. Fare lo stesso per CliniClowns, in un contesto completamente diverso rispetto a quello del core business, ha un senso che va oltre lo slogan: stare vicino a chi lavora ogni giorno per rendere più leggero il percorso di qualcun altro.
Questa partnership si aggiunge ad altri impegni già attivi sul fronte della responsabilità sociale, come il sostegno a Invictus Camp, il Camp di terapia ricreativa del Sud Italia dedicato a bambini con patologie croniche e oncoematologiche. Iniziative diverse tra loro, ma legate dalla stessa idea di fondo: il benessere dei bambini e delle loro famiglie merita attenzione vera, non solo parole.
«Together with you ci è risultato uno slogan naturale - commenta la dirigenza di Trans Italia -, perché è come vediamo il nostro ruolo nella società, dentro e fuori dall'azienda: andare lontano, farlo insieme a qualcuno, per un motivo che vale davvero la pena di raggiungere».
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Trans Italia nuovo Compagno di Viaggio di Invictus Camp
Trans Italia nuovo Compagno di Viaggio di Invictus Camp
Nella logistica, accompagnare. Significa prendere in carico qualcosa — una spedizione, una tratta, una responsabilità — e portarla a destinazione con cura. È un verbo che Trans Italia conosce bene, perché lo pratica ogni giorno su strade, rotte marittime e corridoi ferroviari che attraversano l'Europa.
Da oggi, quel verbo assume un significato nuovo. Trans Italia entra ufficialmente nella famiglia di Invictus Camp come Compagno di Viaggio, condividendo i valori di un progetto che mette al centro bambini, famiglie, inclusione e speranza.
Cos'è Invictus Camp
Promosso dalla Fondazione Vanni Longo ETS, Invictus Camp è il primo Camp di Terapia Ricreativa del Sud Italia, situato a Maruggio, in provincia di Taranto, a pochi passi dal mare. Nasce con una missione precisa: offrire gratuitamente a bambini e ragazzi con patologie genetiche, croniche e oncoematologiche — e alle loro famiglie — esperienze che, attraverso il gioco, lo sport, la creatività e la condivisione, contribuiscano al benessere psicologico, relazionale ed emotivo dei partecipanti.
La struttura è stata progettata come un luogo completamente accessibile, dove ogni bambino possa vivere esperienze autentiche senza che la malattia rappresenti un limite. Nel primo anno di attività sono state accolte circa 110 famiglie, con l'obiettivo di ampliare progressivamente la capacità di accoglienza fino a raggiungere centinaia di nuclei familiari ogni anno, grazie al completamento delle infrastrutture e al continuo sviluppo del progetto.
Trans Italia e Invictus Camp: due missioni, una stessa filosofia
Il parallelismo tra Trans Italia e Invictus Camp, anche se non particolarmente immediato (lavorando in ambiti diversi), è particolarmente forte. Da un lato, Invictus Camp costruisce connessioni umane — tra famiglie, tra bambini, tra esperienze che altrimenti non sarebbero accessibili. Dall'altra, Trans Italia costruisce connessioni logistiche — tra territori, tra imprese, tra persone che hanno bisogno che le cose arrivino dove devono arrivare. Le scale sono diverse, i contesti lontani - se non lontanissimi -. Ma la filosofia di fondo è la stessa: mettere in relazione ciò che altrimenti resterebbe separato.
Essere Compagni di Viaggio di Invictus Camp significa portare questa stessa logica in un ambito diverso da quello operativo, riconoscendo che la sostenibilità di un'azienda si misura anche nella qualità dei legami che sceglie di costruire con il mondo che la circonda. Un impegno che si affianca al sostegno già attivo verso altre realtà del territorio, come Lacasavolante, l'organizzazione di volontariato del veronese che Trans Italia supporta con continuità.
Un percorso che guarda avanti e in sinergia
La Fondazione identifica i propri sostenitori come una comunità che accompagna la crescita del progetto nel tempo. L'auspicio di Trans Italia è quello di essere parte di questa comunità nel lungo periodo, contribuendo a rendere Invictus Camp un punto di riferimento sempre più solido per le famiglie provenienti da tutta Italia.
«Entrare nella famiglia di Invictus Camp è una scelta che sentiamo coerente con ciò che siamo», ha dichiarato la dirigenza. «Ogni giorno il nostro lavoro consiste nel collegare persone e luoghi. Farlo anche in questo ambito, sostenendo un progetto che restituisce serenità e opportunità a bambini e famiglie che affrontano percorsi difficili, ci sembra il modo più naturale di declinare quella parola — accompagnare — che è al centro di tutto quello che facciamo».
E poi, il riferimento a un altro valore cardine di Trans Italia. «La sostenibilità, per noi, ha sempre avuto una dimensione umana oltre che ambientale», ha aggiunto la dirigenza. «Invictus Camp incarna questa dimensione in modo esemplare. Siamo felici di poter contribuire, anche in piccola parte, a un progetto che dimostra ogni giorno come solidarietà e innovazione sociale possano cambiare concretamente la vita delle persone».
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L'UNISA ringrazia Trans Italia per gli Innovation Days: la collaborazione continua
L'UNISA ringrazia Trans Italia per gli Innovation Days 2026: la collaborazione continua
Il dialogo tra università e imprese è uno di quei temi che ricorre spesso nei documenti di programmazione strategica, nelle dichiarazioni istituzionali, nei convegni. Meno spesso si traduce in qualcosa di concreto e continuativo. Per questo, il seguito che sta prendendo la partecipazione di Trans Italia agli Innovation Days 2026 dell'Università degli Studi di Salerno merita di essere raccontato con attenzione.
A distanza di qualche giorno dalla chiusura della manifestazione, il professor Orlando Troisi, Delegato del Rettore alla Terza Missione, Valorizzazione delle Conoscenze e Trasferimento Tecnologico, ha fatto pervenire all'azienda un ringraziamento ufficiale a nome di tutto l'Ateneo e dei Dipartimenti coinvolti. Nel messaggio, il professor Troisi ha confermato che la collaborazione tra Trans Italia e l'Università proseguirà in modo strutturato, con tavoli di lavoro operativi già in programma per dare seguito agli spunti emersi durante la giornata.
Il valore della sinergia tra università e imprese
La Terza Missione universitaria — quella che riguarda il trasferimento di conoscenza, tecnologia e competenze verso il sistema produttivo e la società — è considerata oggi uno dei pilastri su cui si misura la capacità di un ateneo di incidere concretamente sul proprio territorio. Una funzione strategica che acquista significato reale solo quando le imprese la incontrano a metà strada, portando i propri fabbisogni, le proprie esperienze operative e una disponibilità genuina al confronto.
Il professor Troisi ha sottolineato come la vasta adesione all'evento abbia confermato quanto sia vitale e reciprocamente vantaggioso il dialogo tra ricerca accademica e tessuto imprenditoriale, e come la qualità dei contributi portati dalle aziende partecipanti sia stata determinante per il successo dell'iniziativa. Un segnale incoraggiante per una manifestazione alla sua prima edizione, che indica come il format abbia trovato riscontro sia nel mondo accademico che in quello produttivo.
Trans Italia: una collaborazione che si struttura sul territorio, guardando al futuro
Come già illustrato nell'articolo dedicato alla partecipazione agli Innovation Days, il rapporto tra Trans Italia e l'Università di Salerno precede questo evento. L'azienda è presente da anni in iniziative di orientamento e incontro con il mondo universitario, in una logica di continuità che riflette un impegno verso il territorio e verso la formazione delle competenze che il settore della logistica richiederà nei prossimi anni.
I tavoli di lavoro operativi annunciati dall'Ateneo rappresentano un passaggio significativo: un confronto strutturato su obiettivi condivisi, in cui ricerca e impresa lavorano insieme su temi concreti legati all'innovazione, alla digitalizzazione e alla transizione ecologica del trasporto. Un formato che trasforma la partecipazione a un evento in qualcosa di più duraturo.
«La collaborazione con l'Università di Salerno è per noi un impegno che va oltre la singola occasione», ha dichiarato la dirigenza. «I tavoli di lavoro che si apriranno nelle prossime settimane sono l'occasione per costruire qualcosa di duraturo, in cui l'esperienza operativa dell'azienda e la capacità di ricerca dell'Ateneo possano generare valore per entrambe le parti e, più in generale, per il territorio». «Il trasferimento tecnologico funziona quando c'è una relazione stabile, costruita nel tempo», ha aggiunto la dirigenza. «È quello che stiamo cercando di costruire, con la consapevolezza che questo tipo di investimento produce risultati nel tempo. Ma sono risultati che durano».
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Mindfulness in Trans Italia: la terza sessione tra trigger emotivi, percezione e consapevolezza
Mindfulness in Trans Italia: la terza sessione tra trigger emotivi, percezione e consapevolezza
Una stessa immagine. Una stessa e-mail. Una stessa parola. Eppure ognuno vede, interpreta e reagisce in modo diverso: è partita da qui la terza sessione del percorso Mindfulness & Relational Performance promosso da Trans Italia presso l'Hotel Dei Principati: da un dato molto semplice e verificabile, che ognuno ha potuto sperimentare in prima persona nella stanza, prima ancora che qualcuno lo spiegasse. La realtà che percepiamo non è mai solo la realtà: è sempre, in parte, il prodotto di ciò che il nostro sistema nervoso vi sovrappone — esperienze passate, aspettative, stato emotivo del momento.
La scoperta e l'analisi dei trigger emotivi
La sessione si è aperta con un esercizio di osservazione: un'immagine composta da figure nascoste, la stessa per tutti i partecipanti. Ognuno coglieva dettagli diversi, in sequenze diverse, con attenzioni diverse. Un punto di partenza visivo per introdurre un principio che sarebbe diventato il filo conduttore dell'intera giornata: quello che osserviamo è raramente neutro — è filtrato dalla nostra esperienza, dalle nostre aspettative e dal nostro stato interiore nel momento in cui guardiamo.
L'esercizio successivo ha spostato il campo dal visivo al testuale. Ai partecipanti è stata mostrata una comunicazione scritta dal contenuto volutamente neutro — un'e-mail ordinaria, priva di toni marcati. Le interpretazioni sono risultate sorprendentemente diverse: lo stesso messaggio è stato letto come normale, freddo, urgente, persino critico, a seconda di chi lo leggeva. Una dimostrazione concreta di come il sistema nervoso possa attribuire significati molto diversi allo stesso stimolo, generando emozioni e reazioni differenti senza che vi sia una base oggettiva a sostenerle.
Mindfulness in Trans Italia, come imparare a riconoscere i propri trigger
Lo stress lavoro-correlato nasce spesso non da situazioni oggettivamente difficili, ma dal significato che il nostro sistema nervoso attribuisce a uno stimolo — un tono di voce, una parola percepita come critica, un messaggio arrivato nel momento sbagliato. Il ciclo si ripete, si accumula, e quello che poteva essere un malinteso diventa tensione. Riconoscere i propri trigger è il primo passo per interromperlo. Il lavoro è poi entrato nel vivo con un'attività di gruppo dedicata all'individuazione dei trigger emotivi personali: quelle parole, espressioni o situazioni capaci di attivare automaticamente una risposta intensa, spesso prima ancora che la mente conscia abbia avuto il tempo di elaborare lo stimolo. Riconoscere i propri trigger non significa neutralizzarli — significa smettere di esserne pilotati senza saperlo.
Strumento pratico introdotto in questa fase è stata la tecnica dei tre respiri: una pratica di respirazione consapevole che consente di interrompere il meccanismo automatico stimolo-reazione, recuperando lucidità e restituendo alla persona la capacità di scegliere come rispondere, anziché semplicemente reagire. Tra uno stimolo e una reazione esiste uno spazio, per quanto breve. Ed è proprio in quello spazio che si gioca la qualità di una relazione professionale.
La sessione si è conclusa con un'attività espressiva: ogni partecipante ha scelto il colore che meglio rappresentava il proprio stato emotivo del momento e lo ha trasformato liberamente in un disegno. Un esercizio apparentemente semplice, ma efficace nel favorire l'ascolto di sé e nel dare forma visibile a qualcosa che spesso resta indefinito — lo stato interno con cui si attraversa una giornata di lavoro.
Un percorso di crescita personale
Le prime due sessioni del percorso avevano già gettato le basi: la gestione dello stress, la qualità delle relazioni, la capacità di fermarsi prima di reagire. La terza ha aggiunto un livello di profondità ulteriore, spostando l'attenzione dal comportamento esterno ai meccanismi interni che lo generano. È un passaggio importante, perché agire sui trigger significa agire alla radice — non sulle conseguenze, ma sulle cause.
«Ogni sessione ci restituisce qualcosa di inatteso», ha dichiarato la dirigenza in una nota a margine. «Non è scontato che in un contesto aziendale le persone siano disposte a mettersi in gioco in questo modo — a parlare di emozioni, di reazioni, di ciò che le attiva. Il fatto che accada, e che accada con questo livello di partecipazione, ci dice che il clima che stiamo costruendo è quello giusto. Migliorare un'organizzazione significa anche aiutare le persone a comprendere meglio sé stesse e quando cambia il modo in cui reagiamo, cambia anche il modo in cui lavoriamo insieme. È una trasformazione lenta, ma è quella che dura».
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Trans Italia presente agli Innovation Days dell'UNISA, per costruire il futuro partendo dal proprio territorio
Trans Italia presente agli Innovation Days dell'UNISA, per costruire il futuro partendo dal proprio territorio
C'è un momento in cui il dialogo con il mondo accademico smette di essere una formalità e diventa una necessità. Non perché lo imponga una normativa o una strategia di comunicazione, ma perché l'innovazione — quella vera, applicata, capace di trasformare i processi — si costruisce anche lì: nelle aule, nei laboratori, nelle conversazioni tra chi studia i sistemi e chi li gestisce ogni giorno.
È in questo spirito che Trans Italia ha partecipato alla prima edizione degli Innovation Days 2026, la nuova iniziativa promossa dall'Università degli Studi di Salerno nell'ambito delle attività di Terza Missione, con il claim "Design the Future!". Per Trans Italia si è trattato della prima partecipazione a questo specifico appuntamento — che nasce quest'anno — inserita però in un rapporto con l'Ateneo salernitano già consolidato nel tempo attraverso altre iniziative di orientamento e incontro con il mondo universitario.
Cosa sono gli Innovation Days dell'Università degli Studi di Salerno
Gli Innovation Days nascono per creare un ecosistema collaborativo in cui università, imprese, centri di ricerca e stakeholder del territorio lavorino insieme su tre grandi sfide: innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Oltre a mettere in contatto studenti e aziende — cosa che già avviene in molti contesti —, l'iniziativa cerca di costruire un dialogo più profondo, in cui le imprese contribuiscano attivamente a orientare la formazione universitaria verso i fabbisogni reali del sistema produttivo, e l'università risponda con competenze e ricerca capaci di incidere concretamente sui processi aziendali. Un format pensato per andare oltre il classico career day: le aziende presenti non partecipano solo per reclutare, ma per condividere esperienze, prospettive di sviluppo e visioni sul futuro del proprio settore. È esattamente il tipo di confronto in cui Trans Italia si riconosce.
Trans Italia: tre direttrici lungo un territorio
La partecipazione agli Innovation Days 2026 si è articolata attorno a tre assi che rispecchiano altrettante priorità strategiche dell'azienda.
Il primo è la vicinanza ai talenti: la logistica del futuro richiede profili sempre più ibridi, capaci di muoversi tra competenze operative, digitali e di sostenibilità. Incontrare studenti e laureati dell'Università di Salerno significa intercettare quella generazione di professionisti in una fase in cui le scelte formative e professionali sono ancora aperte, e contribuire a orientarle verso un settore in profonda trasformazione.
Il secondo è il radicamento nel territorio: la sede di Trans Italia è, infatti, proprio nel Comune di Fisciano, lì dove sorge l'Università degli Studi di Salerno. Una corrispondenza geografica considerata come una responsabilità: un'azienda che cresce in un territorio ha il dovere di contribuire alla crescita di quel territorio, e farlo attraverso il mondo universitario è una delle forme più concrete, durature ed efficaci nel medio e lungo periodo.
Il terzo è la crescita sostenibile: promuovere una cultura dell'innovazione orientata all'intermodalità, alla digitalizzazione e alla transizione ecologica del trasporto è parte integrante del messaggio che Trans Italia porta nei contesti accademici. Non come slogan, ma come pratica già in atto — dai green corridor ferroviari alla rendicontazione ESG secondo gli standard ESRS, fino alla presenza (ormai stabile) nella lista dei Leader della Sostenibilità del Sole 24 Ore.
«Partecipare agli Innovation Days è stato un modo per portare all'Università la concretezza di ciò che facciamo ogni giorno», ha dichiarato la dirigenza attraverso una nota stampa. «I ragazzi che incontriamo in questi contesti sono curiosi, preparati e hanno una sensibilità verso i temi della sostenibilità che spesso supera quella di chi lavora nel settore da anni. È uno stimolo, non solo un'occasione di recruitment. Il legame con l'Università di Salerno è per noi un investimento di lungo periodo - si legge - e non cerchiamo solo candidati: cerchiamo un dialogo che aiuti entrambe le parti a crescere. Un'azienda che non si confronta con il mondo della ricerca e della formazione rischia di guardare solo al presente. E nel settore della logistica, chi non guarda al futuro resta indietro».
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Trans Italia ottiene il Rating TCR 2026: conformità, sicurezza e tecnologia i punti di forza
Trans Italia ottiene il Rating TCR 2026: conformità, sicurezza e tecnologia i punti di forza
Il 18 giugno 2026, TCR Cert ha emesso il Rating TCR N. 018/2026 a favore di Trans Italia, con un punteggio complessivo del 92%. Il rating, valido fino al 17 giugno 2027, attesta la conformità dell'azienda ai requisiti del Transport Compliance Rating versione 02:2022, lo standard di riferimento per la valutazione delle imprese del settore del trasporto e della logistica su nove aree di analisi.
Non si tratta di un risultato nuovo: Trans Italia aveva già ricevuto il riconoscimento TCR in occasione di Transpotec 2026, dove l'Osservatorio aveva premiato le migliori imprese di trasporto e logistica certificate. Il rating ufficiale, ora disponibile nella sua versione documentata, fornisce il quadro completo dei punteggi per ciascuna area di valutazione.
I risultati area per area di Trans Italia
La struttura del Transport Compliance Rating prevede nove ambiti di analisi, ciascuno valutato in modo indipendente. Ecco i punteggi ottenuti da Trans Italia:
| Area di valutazione | Punteggio |
|---|---|
| Struttura e organizzazione – Management | 94% |
| Sicurezza del prodotto – Product Security and Safety | 92% |
| Sicurezza sui luoghi di lavoro – Occupational Health and Safety | 95% |
| Rispetto ambientale – Environment | 88% |
| Sicurezza stradale – Road Safety | 94% |
| Gestione rischi e business continuity | 86% |
| Tecnologie e sistemi informativi – Technologies and IT | 95% |
| Requisiti reputazionali – Reputational Requirements | 94% |
| Sviluppo sostenibile – Sustainable Development | 86% |
Trans Italia: i valori più alti e cosa raccontano
I punteggi più elevati si concentrano su tre aree: Sicurezza sui luoghi di lavoro e Tecnologie e sistemi informativi, entrambe al 95%, e Sicurezza stradale e Management, entrambe al 94%.
Non è casuale. La sicurezza sul lavoro è da anni una delle priorità strutturali di Trans Italia, certificata anche dalla ISO 45001, e si riflette in politiche concrete che vanno dalla formazione continua del personale alla gestione dei rischi in ambiente operativo. Il 95% in quest'area dice che il sistema funziona e che le procedure sono solide, non solo dichiarate.
Il risultato nelle tecnologie e sistemi informativi è altrettanto significativo, e si lega direttamente all'investimento che l'azienda ha compiuto negli ultimi anni in digitalizzazione — dall'adozione dell'e-CMR alla piattaforma di pianificazione dei carichi e dei percorsi — e al recente conseguimento della certificazione ISO 27001:2024 per la sicurezza delle informazioni.
Il 94% in sicurezza stradale è invece il riflesso diretto di un modello operativo costruito attorno alla qualità del lavoro degli autisti: dalla riduzione del chilometraggio su strada attraverso i green corridor ferroviari, al costante rinnovo della flotta con mezzi a standard emissivi e di sicurezza avanzati.
Il rating come strumento di analisi, per fare sempre meglio. Le parole della dirigenza
«Un punteggio del 92% su nove aree di valutazione è un risultato di cui siamo particolarmente soddisfatti, ma che leggiamo soprattutto come una fotografia dello stato attuale e come indicazione di dove continuare a lavorare con maggior incisività», sottolinea la dirigenza. «Il TCR è uno strumento che parla prima di tutto ai nostri clienti e partner e dice loro che Trans Italia è un operatore verificato, che ha accettato di essere valutato in modo oggettivo e che continua a migliorare, anno dopo anno. In un settore in cui la fiducia si costruisce nel tempo e si perde in fretta, questo tipo di trasparenza ha un valore concreto».
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Trans Italia misura la sostenibilità: Carta di Identità ESG completata su Open-es
Trans Italia misura la sostenibilità: Carta di Identità ESG completata su Open-es
Come si misura la sostenibilità? È un processo che richiede metodo, dati e strumenti adeguati. Per il secondo anno consecutivo, Trans Italia ha completato integralmente la propria Carta di Identità ESG sulla piattaforma Open-es, raggiungendo una copertura del 100% degli indicatori previsti per l'anno 2025.
Cos'è Open-es, come funzione e cosa ci dice
Open-es è un'iniziativa di sistema che riunisce il mondo industriale, finanziario e istituzionale per coinvolgere e supportare attraverso una piattaforma digitale tutte le imprese nel percorso di misurazione e crescita sulle dimensioni della sostenibilità. Nata da un'alleanza avviata da Eni con Boston Consulting Group e Google Cloud, la piattaforma conta oggi una community di oltre 25.000 imprese provenienti da tutto il mondo.
Il funzionamento è strutturato e progressivo: ogni impresa può creare la propria Carta di Identità ESG, un profilo basato sugli standard internazionali di riferimento che l'azienda gestisce e mantiene aggiornato nel tempo, decidendo autonomamente con chi condividerlo. Banche, funzioni Procurement e istituzioni hanno la possibilità di accedere a questo profilo, evitando di richiedere nuovamente gli stessi dati alle imprese con cui collaborano. Un vantaggio concreto per chi, come Trans Italia, opera con una rete articolata di partner commerciali e istituzionali in Italia e all'estero.
I risultati di Trans Italia per il 2025
Il percorso di compilazione si articola in tre classi progressive — Fondamentali, Maturità, Master — ciascuna con i propri indicatori e requisiti di completamento. Trans Italia ha raggiunto il 100% in tutte e tre le classi, per un totale di 171 ESG Data compilati su 171 disponibili. La Carta di Identità ESG è stata emessa il 23 giugno 2026 con identificativo univoco OP53584Y25, nella categoria settoriale Trasporto via terra e ferroviario.
Due indicatori sintetizzano la posizione dell'azienda sulla piattaforma: il Grado di Accelerazione, che misura la performance nelle varie classi tenendo conto anche delle dimensioni aziendali, si attesta a 10 su 12. Il Potenziale di Competitività Sfruttato, che valuta il modo in cui l'impresa gestisce le tematiche di sostenibilità decisive per il proprio posizionamento di mercato, si reputa alto.
Trans Italia: l'ESG è una scelta strutturale. La dichiarazione della dirigenza
La compilazione integrale della piattaforma Open-es si inserisce in un sistema di rendicontazione ESG che Trans Italia ha costruito con coerenza negli ultimi anni: dall'adozione volontaria degli standard ESRS in anticipo rispetto agli obblighi normativi, alla pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità Consolidato, fino al riconoscimento ottenuto con il Premio Impresa Ambiente 2026 proprio per il progetto "Guidare il cambiamento", che ha trasformato la rendicontazione ESG da obbligo formale a leva strategica.
«Completare al 100% la Carta di Identità ESG su Open-es è un risultato di cui siamo soddisfatti, che leggiamo anche come responsabilità», ha dichiarato la dirigenza. «Mettere a disposizione di clienti, partner e istituti finanziari un profilo ESG completo, verificabile e aggiornato significa scegliere la trasparenza come metodo ordinario di lavoro. L'alto potenziale di competitività che ci viene attribuito è un'affermazione del lavoro fatto in questi anni, che sta producendo risultati concreti e riconoscibili anche da strumenti di valutazione indipendenti. Continueremo su questa strada, con la stessa attenzione ai dati e la stessa volontà di rendere il nostro percorso leggibile dall'esterno».
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Trans Italia al SIL 2026: presenza, riconoscimenti e uno sguardo alla logistica del futuro
Trans Italia al SIL 2026: presenza, riconoscimenti e uno sguardo alla logistica del futuro
Si è chiusa il 5 giugno 2026 la 28ª edizione del Salón Internacional de la Logística (SIL) di Barcellona, e Trans Italia era lì — con il proprio stand, con la propria squadra, con il Premio Corredores appena ricevuto per il secondo anno consecutivo. L'edizione 2026 ha registrato numeri di assoluto rilievo: 15.412 visitatori provenienti da 87 paesi, più di 600 aziende espositrici di cui il 30% internazionali, e oltre 200 eventi ospitati nel corso delle tre giornate. La piattaforma digitale SILvIA ha registrato più di 5.500 interazioni, 7.632 scambi di contatti digitali e quasi 3.000 richieste di incontro. Un ecosistema di relazioni professionali ad alta intensità, in cui la qualità della presenza conta quanto — se non più — della quantità.
Una edizione record per il SIL di Barcellona
Il 93% dei professionisti presenti al SIL 2026 ha dichiarato di avere un ruolo attivo nelle decisioni logistiche della propria azienda. Un dato che il management dell'evento ha sottolineato con forza come indicatore della qualità del pubblico — non una fiera di settore generica, ma un luogo in cui si incontrano chi decide, chi compra e chi costruisce le infrastrutture logistiche del futuro.
Sono state presentate oltre 160 innovazioni da parte delle aziende partecipanti, in un'edizione che ha confermato come la logistica stia attraversando una trasformazione accelerata, guidata dall'intelligenza artificiale, dall'automazione, dalla sostenibilità e dalla digitalizzazione delle filiere. Unioncamere
Per Trans Italia, essere presente in questo contesto con una partecipazione attiva — stand, interviste, panel e riconoscimento ufficiale — significa collocarsi nel cuore di questo cambiamento, non come osservatore ma come operatore che ne è parte.
Trans Italia: la logistica sostenibile riconosciuta sul palco internazionale
La partecipazione al SIL 2026 ha assunto per Trans Italia un significato particolare grazie al Premio Corredores, ricevuto per il secondo anno consecutivo nella categoria dedicata ai corridoi intermodali. Un riconoscimento che si lega direttamente al modello dei green corridor ferroviari sviluppato dall'azienda a partire dalla tratta Valencia–Madrid, e che quest'anno si arricchisce di nuove destinazioni — Mérida, Bilbao e, dal secondo trimestre 2026, Entroncamento in Portogallo.
«Partecipare al SIL significa confrontarsi con il meglio della logistica europea e internazionale», ha dichiarato il management di Trans Italia. «Tornare a casa con un riconoscimento, per il secondo anno di fila, ci dice che il percorso che stiamo costruendo ha una sua solidità e una sua riconoscibilità anche fuori dai confini italiani. La Spagna è un mercato in cui abbiamo investito con convinzione, e il SIL è il luogo in cui quel lavoro trova la sua vetrina più autorevole».
Verso il SIL 2027: una nuova fase
Il SIL di Barcellona ha annunciato in chiusura una trasformazione significativa per la prossima edizione. A partire dal 2027, il salone evolverà nella Barcelona Logistics Innovation Exhibition, posizionandosi come piattaforma per l'ispirazione, la conoscenza e la generazione di business, con un formato più esperienziale e una focalizzazione ancora più marcata sull'innovazione tecnologica applicata alla supply chain. L'appuntamento è già fissato per il 9-11 giugno 2027 a Fira Gran Via.
Un'evoluzione che Trans Italia guarderà con attenzione, con la stessa attenzione con cui segue ogni trasformazione del settore in cui opera da oltre quarant'anni.
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Nuova certificazione per Trans Italia: il valore della sicurezza delle informazioni (ISO 27001)
Nuova certificazione per Trans Italia: il valore della sicurezza delle informazioni (ISO 27001)
Nel percorso di strutturazione e crescita di un'azienda, ci sono momenti in cui un risultato formale racconta qualcosa di sostanziale. L'ottenimento della certificazione ISO 27001:2024 da parte di Trans Italia è uno di questi momenti. La ISO 27001 è lo standard internazionale più riconosciuto per la gestione della sicurezza delle informazioni. La versione 2024 rappresenta l'aggiornamento più recente del framework, allineato alle evoluzioni del panorama normativo europeo — in particolare al Regolamento GDPR — e alle nuove sfide poste dalla digitalizzazione crescente dei processi aziendali. Conseguirla significa aver implementato un Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni (SGSI) strutturato, verificato e certificato da un ente terzo accreditato.
Cosa certifica la ISO 27001
La norma non si limita alla protezione dei dati in senso informatico. Copre un perimetro più ampio: la riservatezza, l'integrità e la disponibilità delle informazioni aziendali in tutte le loro forme — digitali e cartacee, interne ed esterne, operative e strategiche. Richiede che l'organizzazione identifichi i propri asset informativi, valuti i rischi associati, definisca controlli adeguati e li mantenga nel tempo attraverso processi di monitoraggio e miglioramento continuo.
Per un'azienda come Trans Italia, che gestisce quotidianamente dati sensibili relativi a spedizioni, clienti, partner commerciali e personale distribuito su più sedi in Italia e all'estero, questo livello di strutturazione non è un optional. È una condizione necessaria per operare con affidabilità in un contesto sempre più digitalizzato e regolamentato.
Il valore delle certificazioni nel mondo della logistica
Nel settore della logistica e del trasporto merci, le certificazioni internazionali non sono mai state semplici adempimenti burocratici. Sono, prima di tutto, uno strumento di comunicazione: dicono ai clienti, ai partner e al mercato che determinati processi sono stati verificati da un soggetto terzo e indipendente, secondo criteri riconosciuti a livello globale. In un comparto in cui la fiducia si costruisce nel tempo e si misura sulla continuità delle prestazioni, poter dimostrare il proprio livello di strutturazione attraverso standard certificati rappresenta un vantaggio competitivo concreto, non solo un requisito formale.
Negli ultimi anni, il peso delle certificazioni è cresciuto ulteriormente per effetto della pressione normativa europea — dal Regolamento GDPR alla Direttiva CSRD — e delle aspettative sempre più stringenti delle grandi committenze industriali, che inseriscono la verifica delle certificazioni dei fornitori tra i criteri ordinari di qualifica. Avere un sistema di gestione certificato, in questo contesto, non è più sufficiente di per sé: occorre mantenerlo aggiornato rispetto alle revisioni normative, estenderlo ai nuovi ambiti di rischio e integrarlo in modo coerente con gli altri sistemi di gestione aziendali. È esattamente l'approccio che Trans Italia ha adottato nel tempo, costruendo un portafoglio di certificazioni che copre qualità, ambiente, sicurezza sul lavoro, sicurezza stradale e ora sicurezza delle informazioni — un sistema integrato che riflette una visione unitaria della governance aziendale
Trans Italia, la governance e sicurezza come parte del percorso ESG
La certificazione ISO 27001:2024 si inserisce coerentemente nel quadro delle certificazioni già ottenute da Trans Italia, dalla ISO 9001 per la qualità alla ISO 14001 per la gestione ambientale, dalla ISO 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro alla ISO 39001 per la sicurezza stradale, fino alla ISO 14064, standard internazionale per la quantificazione, il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica delle emissioni e delle rimozioni di gas serra. Insieme, rafforzano la dimensione di governance all'interno del percorso ESG aziendale.
«Ogni certificazione che otteniamo non è un traguardo in sé, ma una tappa di un percorso più lungo», ha dichiarato la dirigenza. «La ISO 27001 ci dice che il modo in cui gestiamo le informazioni — di chi lavora con noi, di chi si affida a noi — è strutturato, verificato e affidabile. In un momento in cui la sicurezza digitale è diventata una priorità per tutte le organizzazioni, avere uno standard certificato è anche un segnale concreto verso i nostri clienti e partner».
«Siamo consapevoli che la sicurezza delle informazioni non si esaurisce in una certificazione», ha aggiunto la dirigenza. «Richiede cultura, formazione continua e attenzione costante. Per questo il conseguimento della ISO 27001 è anche l'inizio di un lavoro quotidiano, che coinvolge tutte le persone dell'azienda».
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Trans Italia ancora protagonista al Salón Internacional de la Logística di Barcellona
Trans Italia ancora protagonista al Salón Internacional de la Logística di Barcellona
Martedì 3 giugno 2026, al Salón Internacional de la Logística (SIL) di Barcellona, Trans Italia riceverà per il secondo anno consecutivo il Premio Corredores. La premiazione è fissata per le ore 16:00, nell'ambito di una delle fiere più importanti d'Europa per il settore del trasporto e della logistica. Un riconoscimento che si rinnova, e che assume un significato particolare proprio per questa continuità: non è la conferma di un episodio fortunato, ma la riconferma di un modello che funziona.
Il SIL: il palco giusto per questo riconoscimento
Il Salón Internacional de la Logística di Barcellona è uno degli appuntamenti più autorevoli del calendario europeo per il settore del trasporto e della logistica. Giunto alla sua ventiseiesima edizione, il SIL riunisce ogni anno migliaia di operatori, istituzioni e decision maker da tutto il mondo, con un'attenzione particolare ai temi della sostenibilità, dell'intermodalità e della digitalizzazione delle filiere. I Premios Corredores, assegnati nell'ambito della manifestazione, nascono con l'obiettivo specifico di riconoscere i progetti e le partnership che hanno contribuito in modo concreto allo sviluppo dei corridoi logistici europei — quei percorsi integrati che connettono porti, ferrovie e reti stradali in un sistema unico e misurabile. Essere premiati in questo contesto, per la seconda volta consecutiva, significa essere riconosciuti non da un panel generico di sostenibilità, ma da chi conosce nel dettaglio le sfide operative e infrastrutturali di questo specifico segmento della logistica.
Trans Italia e il legame con la Spagna che va oltre la tratta
Il rapporto di Trans Italia con la Spagna non nasce con il Company Train. Nasce molto prima, con le prime rotte marittime verso il porto di Valencia operate insieme a Grimaldi, e si è consolidato nel tempo attraverso una presenza operativa sempre più strutturata sul territorio iberico. Oggi quella presenza si articola su quattro tratte ferroviarie in partenza da Valencia — verso Madrid, Mérida, Bilbao e, dal secondo trimestre 2026, verso Entroncamento in Portogallo — e su una rete di partnership locali che include Tramesa, operatore ferroviario spagnolo con cui Trans Italia condivide la gestione del servizio sul lato iberico.
È con Tramesa che l'anno scorso Trans Italia aveva condiviso il primo Premio Corredores, nella categoria Autopista Ferroviaria, ricevuto proprio al SIL 2025. Un riconoscimento che aveva premiato la tratta Valencia–Madrid come soluzione intermodale di riferimento per il trasporto merci tra Italia e Spagna, capace di ridurre le emissioni di gas serra dell'85% rispetto al trasporto tutto-strada.
Trans Italia: cosa dice il riconoscimento di quest'anno
Ricevere lo stesso premio per due anni consecutivi in un settore competitivo come quello della logistica intermodale non è scontato. Significa che il progetto non si è fermato all'inaugurazione, ma ha continuato a crescere, a ottimizzarsi e a dimostrare la propria validità operativa nel tempo.
«Tornare al SIL con questo riconoscimento ci rende orgogliosi, ma soprattutto ci conferma che la direzione intrapresa è quella giusta», ha dichiarato la dirigenza di Trans Italia. «La Spagna è un mercato in cui abbiamo investito con convinzione e con una visione di lungo periodo. Ogni nuova tratta che attiviamo, ogni frequenza che aumentiamo, è la risposta concreta a una domanda di mobilità sostenibile che il mercato sta esprimendo con crescente chiarezza».
«Il Premio Corredores non è solo un riconoscimento per Trans Italia — è un segnale per l'intero settore», ha aggiunto la dirigenza. «Dimostra che integrare strada, mare e ferrovia è un modello funzionante, scalabile e riconosciuto dalle istituzioni e dagli operatori del comparto. Continuiamo a costruirlo, un corridoio alla volta».
Un appuntamento da seguire
La cerimonia del 3 giugno si inserisce in un SIL 2026 che si preannuncia ancora una volta come momento di confronto di primo livello per l'intera filiera logistica europea. Trans Italia sarà presente con la propria squadra, pronta a raccogliere un riconoscimento che racconta, meglio di molte parole, lo stato di un percorso che non si è fermato.
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Mindfulness in Trans Italia, tra gestione dello stress e qualità delle relazioni
Mindfulness in Trans Italia, tra gestione dello stress e qualità delle relazioni
Nel lavoro di ogni giorno, lo stress raramente nasce dal nulla o da un singolo evento. Nasce dall'accumulo: una scadenza che si avvicina, una comunicazione che non è andata come previsto, una tensione rimasta irrisolta tra colleghi. E spesso si manifesta non nelle attività in sé, ma nel modo in cui si reagisce — alle situazioni, alle persone, ai piccoli imprevisti che compongono una giornata lavorativa.
È da questa consapevolezza che prende avvio la seconda sessione del percorso di Mindfulness promosso da Trans Italia, dedicata alla gestione dello stress lavoro-correlato e alla qualità delle relazioni in azienda. Un appuntamento che ha confermato come il benessere organizzativo non sia una questione astratta, ma qualcosa che si costruisce — o si erode — attraverso i gesti quotidiani, le parole scelte in un momento di pressione, la capacità di fermarsi un attimo prima di reagire.
Un esercizio apparentemente semplice, con una riflessione profonda
Tra i momenti più significativi della sessione c'è stato un esercizio apparentemente elementare: i partecipanti si sono passati una palla, condividendo a turno due domande. Cosa lascio agli altri? Cosa scelgo di prendere?
C'è chi ha lasciato ansia e tensione. C'è chi ha scelto ascolto, equilibrio, presenza. Un gesto semplice, ma capace di trasformarsi in uno specchio sul proprio modo di stare nelle relazioni professionali — su ciò che, spesso inconsapevolmente, si porta con sé entrando in una riunione, rispondendo a un messaggio, affrontando un momento di difficoltà con un collega.
L'esercizio ha aperto una riflessione concreta sul clima aziendale e sull'impatto che ciascuna persona può avere sull'ambiente che la circonda. Non in senso astratto, ma nel quotidiano: nella qualità di un'interazione, nella scelta di ascoltare prima di rispondere, nella capacità di riconoscere quando lo stress personale rischia di diventare un peso collettivo. È in questi momenti che la mindfulness diventa uno strumento spendibile nell'ordinario di una giornata lavorativa.
Trans Italia: la metafora della montagna e le stagioni del lavoro
Un secondo esercizio ha portato i partecipanti a immaginarsi come una montagna attraversata da stagioni diverse: sole, vento, pioggia, tempesta. La montagna resta se stessa in ogni condizione, ma le stagioni cambiano — e con esse il paesaggio, il clima, la luce.
È una metafora che dice qualcosa di preciso sul lavoro: anche le persone vivono giornate diverse. Ci sono momenti di energia e chiarezza, e momenti in cui il peso si fa sentire di più. Riconoscere i propri stati emotivi — e imparare a riconoscere quelli degli altri — è una competenza relazionale concreta, che incide sulla comunicazione, sulla collaborazione e sulla capacità di costruire un ambiente in cui le persone si sentano viste e ascoltate.
Questa consapevolezza ha un effetto che va oltre il singolo partecipante. Quando una persona impara a osservare i propri stati interni senza esserne sopraffatta, cambia anche il modo in cui si relaziona con i colleghi: diventa più capace di calibrare i toni, di leggere il momento giusto per un confronto difficile, di distinguere tra una tensione passeggera e un problema che merita attenzione. Sono competenze che non compaiono nei mansionari, ma che incidono profondamente sulla qualità del lavoro quotidiano.
Perché investire nel percorso di Mindfulness
Il percorso di Mindfulness di Trans Italia si inserisce in una visione più ampia del benessere aziendale, coerente con i valori ESG che l'azienda porta avanti con continuità. Ridurre lo stress lavoro-correlato, migliorare la qualità delle relazioni e sviluppare una cultura della consapevolezza non sono obiettivi separati dalla produttività o dall'efficienza: ne sono, spesso, la condizione. Un ambiente di lavoro in cui le persone si sentono equilibrate e ascoltate è un ambiente in cui si lavora meglio, si comunica con più chiarezza e si affrontano le difficoltà con maggiore lucidità.
Questa sessione ha confermato la bontà del percorso svolto finora e che fermarsi un attimo — prima di reagire, prima di giudicare, prima di cedere alla fretta — può fare una differenza concreta. Non solo per chi pratica, ma per tutte le persone che lo circondano.
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Trans Italia e Le Bici di Rota: una domenica in bicicletta a Mercato San Severino
Ci sono domeniche in cui la città rallenta nel senso migliore del termine. Non si ferma: si muove, ma a un ritmo diverso. Più lento, più umano. Con le famiglie fuori, i bambini in bicicletta, i nonni che tengono il passo come possono e i più giovani che li aspettano all'incrocio successivo. È quello che è successo domenica 17 maggio 2026 a Mercato San Severino, dove si è svolta la XIV edizione de "Le Bici di Rota", la passeggiata ciclistica ecologica aperta a tutti, con partenza e arrivo in Piazza Dante e organizzata con il supporto della Parrocchia di Sant'Antonio. Trans Italia era tra i sostenitori dell'evento.
Una tradizione che unisce la città
"Le Bici di Rota" non è una gara. Non ci sono classifiche, non ci sono cronometri, non ci sono podi. È una passeggiata, nel senso più autentico del termine: un pretesto per uscire di casa insieme, per occupare le strade con qualcosa di diverso dal traffico quotidiano, per ricordare che una città può essere anche uno spazio condiviso di movimento e incontro.
L'evento è patrocinato dal Comune di Mercato San Severino e nel corso degli anni ha saputo costruirsi una partecipazione consolidata, con migliaia di appassionati delle due ruote che vi hanno preso parte nelle edizioni precedenti. Quattordici edizioni sono un segnale chiaro: questa manifestazione ha trovato il suo posto nel calendario della città, e le persone la aspettano.
Trans Italia e il territorio: un legame che precede ogni sponsorizzazione
Per Trans Italia, sostenere un evento come questo non richiede ragionamenti particolarmente elaborati. Mercato San Severino è la città in cui l'azienda ha le proprie radici, dove molte delle persone che ci lavorano vivono, portano i figli a scuola, trascorrono i fine settimana. Il confine tra azienda e comunità, in un contesto come questo, è sottile per definizione e Trans Italia continua a sostenere le attività nel proprio territorio.
Sponsorizzare "Le Bici di Rota" significa stare accanto a un evento che promuove mobilità sostenibile, attività all'aria aperta e aggregazione intergenerazionale — tutti valori coerenti con il percorso che Trans Italia porta avanti anche sul piano istituzionale, dal Bilancio di Sostenibilità Consolidato ai green corridor ferroviari. Ma significa anche, più semplicemente, essere presenti nella vita ordinaria del territorio. Quella che si svolge lontano dai convegni e dalle cerimonie di premiazione.
Trans Italia: piccoli gesti, stessa direzione
C'è una continuità tra le grandi scelte strategiche di un'azienda e i gesti più quotidiani. Scegliere di sostenere una biciclettata di paese non è distante, nel senso profondo, dal scegliere di investire in corridoi ferroviari sostenibili o di adottare standard ESG in anticipo rispetto agli obblighi normativi. È la stessa idea di fondo: che il modo in cui ci si muove nel mondo — come azienda, come comunità, come persone — lascia una traccia. E che vale la pena curarsi di che traccia sia.
«"Le Bici di Rota" è uno di quegli appuntamenti che ci piace sostenere proprio perché non ha nulla di formale», ha dichiarato la direzione. «È una domenica mattina in piazza, con le famiglie, le biciclette e i bambini che pedalano davanti ai genitori. È il territorio nella sua forma più genuina, e noi siamo felici di farne parte. Siamo un'azienda che lavora ogni giorno sul tema della mobilità sostenibile, dei corridoi verdi, della riduzione delle emissioni. Ma la sostenibilità è anche una cultura precisa, un modo di vivere gli spazi e il tempo. Una biciclettata in città, aperta a tutti, racconta questa cultura meglio di molti documenti e per questo continuiamo a sostenere iniziative come questa, con la stessa convinzione con cui investiamo nei nostri progetti più strutturati».
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Trans Italia si riconferma leader della sostenibilità: il riconoscimento del Sole 24 Ore e di Statista
Trans Italia si riconferma leader della sostenibilità: il riconoscimento del Sole 24 Ore e di Statista
Il 20 maggio 2026 Il Sole 24 Ore ha pubblicato la lista dei Leader della Sostenibilità 2026, il ranking delle aziende italiane più sostenibili realizzato in collaborazione con Statista, società leader nelle ricerche di mercato e nelle analisi di dati aziendali. E per il secondo anno consecutivo, Trans Italia figura tra le 240 aziende selezionate, nella categoria Trasporti e Logistica.
La continuità conta, in questo tipo di riconoscimenti, più della singola presenza. Entrare nella lista una volta può dipendere da molti fattori ma tornarci significa che il percorso è coerente, che i numeri reggono l'analisi e che il il risultato è frutto di una crescita organica.
Come funziona la selezione del Sole 24 Ore e di Statista per identificare i Leader della Sostenibilità
La lista non nasce da una candidatura spontanea né da un voto del pubblico. Statista ha analizzato circa 500 aziende idonee sulla base del rapporto di sostenibilità e del bilancio finanziario pubblicati, valutando 35 indicatori totali nelle tre dimensioni della sostenibilità: ambientale, sociale e di governance. I dati sono stati raccolti e verificati in modo indipendente, con controlli di qualità volti a garantire l'eleggibilità delle aziende vincitrici.
Le aziende premiate sono suddivise in due categorie in base al fatturato: 200 grandi aziende e 40 aziende medio-piccole, presentate in ordine alfabetico. Non si tratta quindi di una graduatoria con un vincitore assoluto, ma di una selezione che identifica le realtà che hanno raggiunto soglie di performance ESG significative e documentate rispetto alla platea di aziende analizzate.
Le aree di valutazione ambientale comprendono rifiuti, emissioni, energia e acqua; quelle sociali coprono diversità, sicurezza, dipendenti e formazione; quelle di governance includono trasparenza, stabilità e crescita. Un perimetro ampio, che non si limita alla sola impronta ambientale ma valuta l'azienda nella sua interezza: come tratta le persone che ci lavorano, come è strutturata e come comunica i propri risultati.
Per Trans Italia, questi criteri intercettano direttamente il percorso degli ultimi anni: dalla rendicontazione ESG secondo gli standard ESRS — adottati volontariamente e in anticipo rispetto agli obblighi normativi — ai green corridor multimodali, dall'attenzione al gender pay gap all'estensione del contratto a tempo indeterminato al 91% dei lavoratori, elementi che hanno già trovato riconoscimento nel Premio Impresa Ambiente vinto poche settimane fa alla Fenice di Venezia.
Le parole del management di Trans Italia: "la conferma che è la direzione giusta"
«Essere confermati per il secondo anno consecutivo in questa lista è un risultato che ci fa molto piacere, e che sentiamo come una responsabilità», ha dichiarato l'Amministratore Delegato Luigi D'Auria. «Il Sole 24 Ore e Statista analizzano i bilanci, non le dichiarazioni di intenti. Sapere che il nostro percorso regge questo tipo di valutazione — oggettiva e indipendente, basata sui dati — ci dà la conferma che stiamo lavorando nella direzione giusta. È anche un segnale importante per le persone che lavorano con noi ogni giorno: questo riconoscimento è il risultato del loro impegno, non solo di una strategia aziendale. Quando abbiamo scelto di adottare gli standard ESRS in anticipo rispetto agli obblighi normativi, sapevamo che avremmo dovuto costruire un sistema di misurazione solido e credibile - ha aggiunto D'Auria. - Non è stato semplice, e richiede un lavoro continuo. Ma è proprio questo che rende significativo un riconoscimento come questo: premia chi ha fatto delle scelte concrete e ne risponde con i dati. È un tipo di confronto che accettiamo volentieri, e che ci stimola a fare sempre meglio».
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Trans Italia premiata a Transpotec 2026: riceve il plauso dall'Osservatorio TCR
Trans Italia premiata a Transpotec Logitec 2026: riceve il plauso dall'Osservatorio TCR
Transpotec Logitec 2026, una delle principali fiere italiane del trasporto merci e della logistica, ha chiuso i battenti a Milano confermando il proprio ruolo di appuntamento di riferimento per l'intero settore. Trans Italia era presente, e lo era nel modo più significativo: con la propria voce al tavolo dei relatori e con un riconoscimento ufficiale a suggellare la partecipazione.
Trans Italia presente al panel TCR con Luigi D'Auria
Il 15 maggio 2026, nella sessione pomeridiana del FIAP Logistic Village, l'Osservatorio TCR ha organizzato il panel "Il TCR premia le migliori imprese di trasporto e logistica", nel quale le imprese valutate dall'Osservatorio hanno presentato i risultati della propria certificazione e raccontato cosa significa, nella pratica, essere un'impresa certificata. Luigi D'Auria, Amministratore Delegato di Trans Italia, era tra i relatori.
Il suo intervento si è inserito in una riflessione più ampia sul ruolo della logistica come infrastruttura strategica per la competitività del sistema produttivo italiano — un tema su cui D'Auria si era già espresso nei giorni precedenti, in occasione della cerimonia del Premio Impresa Ambiente a Venezia.
Cos'è l'Osservatorio TCR
L'Osservatorio Transport Compliance Rating è un'associazione senza scopo di lucro che promuove la diffusione della cultura della compliance e della sostenibilità nel settore del trasporto e della logistica, attraverso l'analisi e la valutazione di strutture organizzative, sicurezza del prodotto, sicurezza sui luoghi di lavoro, rispetto ambientale, sicurezza stradale, gestione dei rischi, business continuity, utilizzo di tecnologie, reputazione e sviluppo sostenibile. Il rating che ne deriva è uno strumento internazionale, equo e trasparente, pensato per orientare le scelte di committenti industriali verso operatori logistici affidabili e verificati.
Ricevere un riconoscimento da questo Osservatorio conferma che i parametri su cui Trans Italia ha costruito il proprio modello — compliance, sostenibilità, sicurezza, affidabilità — corrispondono esattamente ai criteri con cui il mercato più evoluto valuta i propri fornitori di servizi logistici.
A Transpotec, un palco istituzionale di primo livello
La giornata del 15 maggio ha visto alternarsi al FIAP Logistic Village relatori e rappresentanti istituzionali di assoluto rilievo. Nella sessione dedicata a "Territori e Logistica: il ruolo delle Regioni nella competitività", sono intervenuti gli assessori allo Sviluppo Economico di Lombardia, Veneto e Liguria — rispettivamente Guido Guidesi, Massimo Bitonci e Alessio Piana — insieme al deputato Fabrizio Comba, membro della X Commissione Attività Produttive della Camera, e ad Antonello Fontanili, Direttore di Uniontrasporti.
Al panel TCR, accanto a D'Auria, erano presenti tra gli altri Alberto Spinelli, Logistics and S&OP Manager di Latteria Soresina, e Lisa Scarpa, Sustainability Manager di CST Logistica e Trasporti: una platea di operatori e committenti che ha trasformato la sessione in un confronto concreto tra chi produce servizi logistici e chi li acquista.
Una straordinaria prima metà di 2026 per Trans Italia: le parole di D'Auria a margine dell'evento
Il riconoscimento TCR a Transpotec arriva a poche settimane dal Premio Impresa Ambiente vinto alla Fenice di Venezia. Due contesti diversi, due platee diverse, un unico filo conduttore: Trans Italia come azienda che non si limita a dichiarare i propri valori, ma li porta in luoghi in cui vengono misurati, confrontati e riconosciuti.
«Transpotec Logitec rappresenta uno dei momenti più autorevoli di confronto per il settore del trasporto e della logistica», ha dichiarato Luigi D’Auria. «È il contesto in cui emergono con chiarezza la visione industriale, la capacità di innovare e la coerenza degli investimenti compiuti nel tempo. Ricevere un riconoscimento da parte dell’Osservatorio TCR proprio in questa sede conferma la solidità del percorso che abbiamo intrapreso anni fa e rafforza la convinzione che sostenibilità, multimodalità ed evoluzione organizzativa siano oggi leve strategiche imprescindibili per la competitività dell’intero comparto logistico italiano».
D’Auria ha inoltre sottolineato come «un rating indipendente non rappresenti un semplice elemento reputazionale, ma uno strumento concreto di trasparenza e affidabilità verso il mercato. Prima ancora che parlare a noi, parla ai nostri clienti, ai partner e agli stakeholder che scelgono di affidarsi a Trans Italia S.p.A.. Significa scegliere un operatore che ha deciso volontariamente di sottoporsi a parametri di valutazione oggettivi, misurabili e qualificanti, superandoli con risultati riconosciuti. In un settore in cui credibilità, continuità e fiducia rappresentano asset fondamentali, elementi di questo tipo assumono un valore sempre più determinante».
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